Le nuove norme del “Decreto Sicurezza” e il rischio di un arretramento nell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità

Negli ultimi giorni del 2025 il Decreto Legge 159/2025, dedicato alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro e alla protezione civile, è stato convertito nella Legge 198/2025. All’interno del provvedimento sono state inserite modifiche che, secondo le principali federazioni lombarde impegnate nella tutela dei diritti delle persone con disabilità – LEDHA e FAND Lombardia – rischiano di produrre un impatto negativo e duraturo sui percorsi di inclusione lavorativa.

Le preoccupazioni espresse dalle associazioni emergono con forza da diverse analisi pubblicate nelle ultime settimane Superando.it  la Repubblica  Il Giorno.


Cosa cambia con la nuova legge

Le norme introdotte modificano due pilastri fondamentali della Legge 68/1999, che disciplina il collocamento mirato delle persone con disabilità:

1. Ampliamento delle possibilità di “assolvere l’obbligo” senza assunzioni dirette

Già oggi le aziende possono adempiere all’obbligo di assumere lavoratori con disabilità anche tramite:

  • commesse di lavoro affidate a cooperative sociali di tipo B (art. 14 D.Lgs. 276/2003);
  • distacco del lavoratore fino al 10% della quota obbligatoria (art. 12-bis L. 68/1999).

La nuova norma:

  • estende la possibilità di utilizzare le commesse non solo alle cooperative sociali, ma a tutti gli Enti del Terzo Settore non commerciali e persino alle Società Benefit  Superando.it  la Repubblica;
  • amplia la quota di lavoratori distaccabili dal 10% al 60%, riducendo al contempo i controlli previsti  Superando.it  Il Giorno.

In Lombardia, dove già oggi le commesse possono coprire fino al 40% della quota obbligatoria, l’impatto potrebbe essere particolarmente significativo.


Rischio di riduzione delle assunzioni dirette

Secondo le associazioni, LEDHA e FAND Lombardia che esprimono un allarme chiaro e condivise, le nuove norme potrebbero portare a:

  • una diminuzione drastica dei lavoratori con disabilità assunti direttamente dalle aziende ordinarie  Superando.it  la Repubblica;
  • un aumento del ricorso a distacchi ed esternalizzazioni, snaturando la finalità originaria delle norme sul collocamento mirato.

Perdita di garanzie occupazionali e contrattuali

Il trasferimento del lavoratore presso soggetti terzi può comportare:

  • minori tutele contrattuali;
  • minori opportunità di crescita professionale;
  • un indebolimento del principio di inclusione reale, che si realizza solo quando la persona lavora insieme agli altri, all’interno dell’azienda ordinaria.

La cooperazione sociale ha storicamente garantito attenzione e competenza nell’inserimento lavorativo, mentre ciò non è sempre riscontrabile nella generalità degli Enti del Terzo Settore e, ancor meno, nelle Società Benefit, la cui finalità primaria resta comunque il profitto  Superando.it  la Repubblica.

Le misure introdotte – nate come eccezioni per casi specifici – rischiano di diventare la nuova regola, con un impatto strutturale sul sistema di inclusione lavorativa.


La posizione della Fondazione Coinsieme ETS

Come Fondazione impegnata nella promozione dell’inclusione sociale e lavorativa delle persone anziane e con disabilità, riteniamo fondamentale:

1. Difendere il valore dell’inclusione diretta

L’inserimento in azienda non è solo un adempimento normativo:

è un diritto, un’opportunità di crescita, un passo concreto verso una società più equa.

2. Monitorare attentamente l’impatto della nuova legge

Sarà essenziale verificare:

  • come le aziende utilizzeranno le nuove possibilità;
  • quali effetti reali si produrranno sui lavoratori più fragili;
  • se le garanzie contrattuali e di tutela verranno mantenute.

3. Collaborare con le istituzioni e le reti associative

Fondazione Coinsieme ETS si unisce all’appello delle associazioni lombarde e ribadisce la necessità di:

  • un confronto istituzionale trasparente;
  • linee guida regionali che salvaguardino l’inclusione;
  • un sistema di controlli efficace e orientato alla tutela delle persone.

È ora più che mai necessario un impegno comune – istituzioni, associazioni, fondazioni, imprese – per evitare che strumenti nati per favorire l’inserimento lavorativo si trasformino in meccanismi che lo indeboliscono.Fondazione Coinsieme ETS continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione normativa e a promuovere una cultura del lavoro che metta la persona al centro, senza compromessi.